Tratto da: Corriere del Ticino -
di Carlo Silini
Intervista a Renzo Rocca e Giorgio Stendoro
Da quali presupposti teorici parte la vostra terapia?
Parte dall'idea che si tratta di un disturbo di origine neurologica e non dipende direttamente da cause psicologiche.
Piu' precisamente da cosa dipende?
Da un laringospasmo. La Balbuzie non ha niente a che vedere con la parola, è un blocco presuono: non passa l'aria per creare le parole. Per i balbuzienti "l'organo bersaglio" è la laringe, come per i cardiopatici è il cuore.
Voi quindi lavorate sulla laringe.
Abbiamo elaborato una tecnica che attraverso una serie di esercizi inganna il cervello e permette un corretto funzionamento della laringe.
Non tutti i balbuzienti hanno problemi di laringe
Il linguaggio può essere alterato se la personalità è alterata. Ma in quel caso abbiamo un balbuziente psicotico. Lì certo non basta lavorare sulla laringe.
Quanto dura la vostra cura?
In genere due mesi. Ma è più corretto dire che comporta 17 incontri di un paio d'ore l'uno. Ma non finisce lì. E' una terapia intensiva. Ci sono esercizi da fare tre volte al giorno a casa e con la presenza dei famigliari per i bambini.
Il 70% -80% delle persone che seguono la terapia diventano fluenti in modo definitivo.
Non si sono mai verificate ricadute dopo il corso?
In rarissimi casi abbiamo seguito i pazienti anche dopo il corso.
Tra i casi che avete trattato qual'è quello che vi ha colpito di più?
Ce ne sono diversi. Giuseppe, ad esempio, un camionista sessantenne che dopo la cura ci ha confidato di essere sposato da quarant'anni e di aver potuto solo dopo il corso ordinare un gelato con la moglie.